mercoledì 31 agosto 2016

PARADISE BEACH: DENTRO L'INCUBO


Come ormai noto, non sono gli squali gli animali più pericolosi a nuotare nel mare… Blake Lively lo conferma

Gli appassionati di questi enormi pelagici re - in via d'estinzione (per colpa dell'uomo che ne uccide milioni ogni anno) - dei sette mari continueranno a lamentare la demonizzazione degli squali, tout court, ma è innegabile che avere un Grande Bianco sullo schermo dia un plus di adrenalina e thrilling a ogni film. Come al Paradise Beach: Dentro l'incubo di Jaume Collet-Serra, con protagonista Blake Lively.

Non un qualsiasi agorafobico e angosciante dramma marino alla Open Water, né una tragico confronto di uomo e natura come Lo Squalo o L'Orca assassina, ma una sorta di step intermedio, nel quale l'evoluzione del topos da B-Jungle-Movie della bella bionda turista yankee alle prese con il mondo selvaggio ci regala una tensione sapientemente costruita a e coreogafata dal regista di Non-Stop e Run All Night.

Sicuramente è suo il merito principale, vista la 'povertà' di una singola location (ma si fa per dire, parlando della Perla del Pacifico, l'Isola di Lord Howe nel Queensland australiano, nonostante l'azione si svolga in Messico). E per di più ridotta - per necessità narrative - a un 'misero' scoglio al largo della spiaggia scelta come teatro.

Per fortuna i tempi moderni - dopo il pentimento dell'autore di 'Jaws' Peter Benchley, convertitosi in difensore della specie, e le battaglie animaliste in favore di questi animali, tanto diffuse in California - hanno insegnato a Hollywood che non serve insistere sulla cattiveria di predatori che agiscono principalmente per istinto o curiosità. Anzi, l'aspetto naturale dell'agire dello Squalo aggiunge un senso di ineluttabilità alla lotta della 'Giovane e il Mare'.

Questo e i minimi requisiti richiesti per terrorizzare futuri bagnanti (per quanto si ben difficile che una bestia di quelle dimensioni si aggiri in "acque poco profonde", come da titolo originale The Shallows), creano la tensione necessaria. Più delle prevedibili scene Gore e delle dimostrazioni della pericolosità letale del protagonista pinnato e senza nulla togliere alla sua controparte umana, più che convincente sia nella parte della surfista nostalgica in cerca di simboliche 'riparazioni' (non senza qualche didascalismo di troppo) sia in quella della atipica 'Final Girl' di questo non horror.

Il risultato finale è un intrigante e coinvolgente - più di quanto direbbe il prevedbile ingaggio razionale - 'Siege Movie' nel quale azione e dramma vengono (coerentemente) sopraffatti dalla forza di volontà e l'istinto di sopravvivenza dei due contendenti. Non, come è stato detto "Lo squalo per una nuova generazione", ma forse - senza mancar di rispetto al Cult di Spielberg - qualcosa di più… Sicuramente di diverso

Fonte: film.it

sabato 20 agosto 2016

Spezzatino di pollo con peperoncini verdi


Ingredienti

600 gr pollo petto
200 gr pomodorino ciliegia
q.b. pepe
q.b. olio di oliva extravergine
q.b. sale
8 peperoncino verde dolce (friarelli)
1 cipolla bionda

Procedimento

600 g di petto di pollo 
una cipolla bionda 
8 peperoncini verdi dolci 
200 g di pomodorini ciliegia 
olio extravergine d'oliva 
sale, pepe 

1) Pulite il petto di pollo e tagliatelo a grossi dadi, possibilmente tutti della stessa dimensione cosicché cuociano in modo 
uniforme. Sbucciate la cipolla e tagliatela a fettine sottili. Scaldate 6 cucchiai di olio in una casseruola e fate soffriggere la 
cipolla a fuoco medio per 3-4 minuti. Aggiungete i dadi di petto di pollo e fateli rosolare per qualche minuto. 
2) Lavate i peperoncini. Pulite i pomodorini, lavateli e tagliateli a metà. Uniteli allo spezzatino, salate, mescolate e coprite a filo 
con acqua bollente. Mettete il coperchio e cuocete per 10 minuti. 
3) Togliete il coperchio e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Distribuite lo spezzatino nei piatti individuali, aromatizzate 
con una macinata di pepe e servite.

Fonte: http://ricette.donnamoderna.com/

martedì 2 agosto 2016

Consigli utili sul Melone


Fresco, dissetante e ricco di vitamine, è un frutto che nelle giornate calde d’estate non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole
E’ il simbolo dell’estate, con quel colore così caldo e il gusto così dolce: stiamo parlando del melone, immancabile sulle tavole, dove di solito si abbina a prosciutto crudo o a cetrioli e avocado per una insalata rinfrescante. Di meloni ne esistono diverse varietà: solitamente si distingue tra estivi e invernali. I primi presentano una corteccia solcata da venature longitudinali e polpa arancione e si dividono ulteriormente in varietà “retate” con superficie reticolata, e in varietà “cantalupo”, a superficie liscia, con venature verde scuro. I secondi invece si conservano per tutto l’inverno e presentano solitamente una superficie liscia e la polpa di colore bianco.

Le proprietà del melone
Poco calorico e ricco di acqua, il melone è perfetto per chi deve seguire un regime alimentare dietetico: un vasetto di yogurt con una fetta di melone rappresenta un ottimo spuntino per chi ha problemi di linea. Il melone è un frutto ricco di vitamina A, C e di ferro, quindi è un alimento importante per chi è anemico. Il calcio, il fosforo, il magnesio e il potassio contenuti in questo frutto lo rendono anche un ottimo integratore contro il caldo, oltre a facilitare la digestione perché questi minerali abbassano l’acidità dello stomaco.

Come si conserva
Il melone resiste 3-4 giorni nel frigo, in una parte non troppo fredda (mai sotto i 5°). Se tagliato, va coperto con della pellicola o conservato in appositi contenitori per alimenti per evitare che marcisca.

Il melone in cucina
Pur essendo un frutto, il melone viene consumato più spesso a tutto pasto che non alla fine. Il piatto più conosciuto e apprezzato dell’estate è il melone accompagnato dal prosciutto crudo, o tagliato a cubotti e unito a cetriolo, avocado, in insalate fresche e depurative. Spesso è utilizzato per preparare deliziosi sorbetti, o servito come frullato a metà giornata. Ottimo l’abbinamento con un formaggio come il gorgonzola, per spiedini da servire come antipasto.

Fonte: lacucinaitaliana.it