lunedì 19 dicembre 2016

Crêpes alla nutella


Ingredienti per 12 crepes:

 3 uova
 100 gr di zucchero
 300 ml di latte
 200 gr di farina
 50 gr di burro
 200 gr di Nutella
 zucchero a velo

PROCEDIMENTO

In una terrina montare le uova con lo zucchero.

Aggiungere il latte a filo e poi la farina ottenendo così una pastella liscia ed omogenea.

Coprite la ciotola con della pellicola e mettete in frigo a riposare per mezz'ora.

Riprendete ora la pastella e date una mescolata.
Far sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente, poi aggiungere un mestolo di pastella.

Inclinare la padella in modo da far stendere l'impasto su tutta la superficie, cuocere quindi ogni crepe un minuto per lato. Girare con l'aiuto di una spatola e cuocere un altro minuto.

Far scivolare la crespella su un piatto e ancora calda farcirla per metà della sua superficie con la Nutella.

Richiudere le crepes alla Nutella a portafogli e continuate nella preparazione fino a terminare tutto l'impasto.

Spolverare con dello zucchero a velo e servire 

Fonte: misya.info

domenica 4 dicembre 2016

THELMA & LOUISE


Arkansas, anni '90. Thelma e Louise sono due amiche inseparabili: la prima, casalinga, ha una burrascosa relazione col marito Darryl che la trascura sempre più ogni giorno che passa mentre la seconda lavora come cameriera in un fast food. Per evadere dalla loro grigia quotidianità le due donne decidono di trascorrere un weekend fuori porta in una una località di montagna, partendo a bordo della scassata Ford Thunderbird di Louise. Durante il tragitto si fermano in un locale country, dove Thelma sotto i fumi dell'alcool riceve le attenzioni di un avventore del posto che, a fine serata, tenta di violentarla. Solo l'intervento dell'amica, pistola alla mano, impedisce lo stupro ma poi, in un impeto di rabbia, dall'arma parte un colpo che uccide l'uomo. Comprendendo come nessuno potrebbe credere alla loro storia, le compari decidono di abbandonare per sempre le loro vite e intraprendono un viaggio verso il Messico, ma le autorità sono già sulle loro tracce.

Fonte: cinema.everyeye.it

martedì 29 novembre 2016

Kubo e la spada magica


Kubo è un cantastorie. Di giorno al villaggio suona e canta le gesta di storie senza un finale, animate davanti al suo pubblico di strada tramite origami; di notte invece si nasconde da un nemico occulto che lo cerca per privarlo dell'unico occhio che gli rimane (l'altro è bendato): il nonno. Ultimo di una famiglia legata alla magia, vive con una madre che sembra aver perso ogni forza per lottare e che, quando il nonno li troverà, scompare nel tentativo di far scappare il figlio. Inizia così il viaggio di Kubo, assieme a uno scarafaggio gigante e una scimmia, alla ricerca di un elmo, un'armatura e una spada che insieme gli consentiranno di sconfiggere l'ingombrante nonno.
Mascherata, tradotta, celata e messa in forma di allegoria, c'è una storia di formazione e di abbandono del nido familiare dietro Kubo e La Spada Magica. E quanto più questo cartone animato in stop motion aggiunge strati che impediscano di scorgere davvero la sua natura, tanto più sembra caricarsi di un senso romantico e perduto. Più cioè si allontana dalla propria essenza (un ragazzo diventa un uomo emancipandosi dalla propria famiglia), più riesce a raccontare questo passaggio condendolo con un'epica presa direttamente dall'intimità inconfessabile di ognuno. 
Alla ricerca dei tre elementi che lo libereranno dalla persecuzione del retaggio del nonno, Kubo perde e ritrova i suoi genitori, affronta il peso delle proprie radici e ne esce talmente vincitore da non aver bisogno di annientare il nemico, ma da potersi permettere di inglobarlo, creando un rapporto sereno con il proprio passato.
La Laika, studio di animazione in stop motion responsabile di piccole gemme come ParaNorman ma anche di capolavori assoluti come Coraline, si diverte a giocare con la propria plastilina mettendo in mano al protagonista gli origami (veri antenati di questa tecnica di animazione) in foggia di strumento di combattimento e racconto, materia plasmabile che prende vita come avviene con la stessa stop motion.
Nonostante piccole creature che fanno da aiutanti silenziosi, debitori della tradizione Disney, Kubo e la Spada Magica non deve nulla a nessuno. L'ambientazione giapponese non implica una ricerca dello stile nipponico, né per questo ricalca la struttura dell'animazione statunitense. Fiero della propria identità questo film procede in autonomia. Questo però implica una certa stanchezza e una difficoltà evidente nel gestire le magniloquenti scene d'azione. Kubo e la Spada Magica, nonostante vanti una storia d'avventura, non ha anche la capacità di dargli l'afflato mostrato nel resto del film. Piatto e ripetitivo, sembra disprezzare gli scontri e il movimento rapido per preferirgli la costruzione delle scene dialogate o le più inventive sequenze di racconto. Anche la grande metafora del cantastorie senza un finale che cerca una chiusa alla propria storia, gira più intorno al suo essere narrata che al suo diventare atto. Purtroppo non è poco per un film che fonda su una lotta contro una serie ben determinata di nemici la propria allegoria della guerra per affermare se stesso.

Fonte: Qui

mercoledì 16 novembre 2016

Shirataki allo spada, mentuccia e mandorle


Ingredienti

380 gr shirataki (spaghetti con farina di tubero)
300 gr pesce spada
150 gr insalata songino
30 gr mandorla
1 mazzetto mentuccia (nepitella)
1 spicchio aglio
q.b. sale
q.b. olio extravergine d'oliva

Procedimento

1) Tostate le mandorle in padella per circa 5 minuti; quando sono leggermente dorate, levatele dal fuoco. Nel frattempo, tagliate la polpa di pesce spada a tocchetti e preparate un trito con la mentuccia e l'aglio.

2) Dopo aver levato le mandorle dal fuoco, ponete nella stessa padella 3 cucchiai d'olio, il trito preparato e aggiungete la polpa di spada. Fate insaporire per 2 minuti, salate, unite le mandorle e cuocete per 5 minuti.

3) Scottate gli pasta shirataki in acqua bollente salata per 2 minuti e scolateli al dente. Saltate gli spaghetti di radice di konjac nel condimento preparato per 3 minuti e servite gli shirataki allo spada, mentuccia e mandorle.

Fonte: http://ricette.donnamoderna.com/


sabato 5 novembre 2016

Hostile, di Nathan Ambrosioni





Meredith Langston realizza finalmente il suo sogno di diventare mamma adottando le due sorelle orfane Anna e Emilie. Dopo un breve periodo felice, le due sorelle iniziano a chiudersi in se stesse, a giocare fra di loro, escludendo la madre e il mondo esterno. Gli eventi iniziano a prendere una strana piega misteriosa, qualcosa di malefico gravita intorno alle due ragazze. Così Meredith preoccupata, chiede aiuto alla S.O.S. Adoption, un programma trasmesso sulla tv locale che segue i bambini orfani durante i periodi di adattamento. I due giornalisti, Chloé e Chris, si troveranno davanti ad una dimensione nuova e spaventosa.
Hostile, secondo lungometraggio del sedicenne francese Nathan Ambrosioni, è stato girato alla tenera età di 14 anni nei weekend e nelle pause dalla scuola. Ambientato in pochissime location, il film è a bassissimo costo, contando anche che attori ed addetti ai lavori sono per lo più amici e parenti.

Il film presenta certamente vari difetti: la sceneggiatura un po’ confusa, si chiude con un colpo di scena che risponde alla precisa esigenza di dare alla storia un finale conclusivo e esplicativo, col rischio di essere banale. L’uso degli stereotipi del genere inoltre, risulta a tratti un po’ eccessivo, col risultato di annacquare l’effetto paura. Così ci si chiede se è davvero necessario dotare le due protagoniste di camicie da notte insanguinate e bambolotti con la faccia da pagliaccio; così come la scelta di certe sottolineature musicali ad effetto che forse non sono realmente essenziali per introdurre improvvise comparse di bambini con le occhiaie o spasmi di personaggi posseduti.

Ma andando avanti con la visione tutto ciò passa in secondo piano poiché risulta essere un chiaro segno della tenera età, quasi che ingordamente Nathan Ambrosioni abbia voluto tirare in ballo tutti gli elementi che l’immaginario horror gli mette a disposizione. E allora via con persone possedute, esorcismi, uso del found footage, e chi più ne ha più ne metta. Il punto essenziale è che Nathan Ambrosioni compie delle precise scelte che dimostrano quanto, nonostante la giovanissima età, egli sappia davvero dove andare a parare, quali sensazioni e reazioni provocare nello spettatore. La macchina da presa è sicura nello sperimentare con le inquadrature, il giovane regista sa bene cosa mostrare e cosa no, usa con notevole maestria i tempi dell’horror e questo si comprende chiaramente fin dall’inizio, soprattutto nella scena d’apertura del film. Insomma nonostante le innumerevoli imperfezioni, Hostile è comunque il risultato di un ottimo lavoro e si fa fatica a credere alla carta d’identità dell’artefice poiché sembra l’opera di chi possiede esperienza, ed è sicuro e deciso. Ma qui, semplicemente, decisione e sicurezza non sono date dalla saggezza dell’età ma da una giovane passione impellente.

Il fatto che segua diligentemente tutti gli stilemi dell’horror, risultando spesso poco sbalorditivo, ci fa semplicemente capire che Ambrosioni è ancora in fase di sperimentazione, come un bravo studente che butta in campo tutto quello che c’è stato prima di lui, cercando la sua vera identità creativa. E forse proprio dalla sceneggiatura frastornata (con personaggi che scompaiono e altri che intervengono un po’ chiassosamente) possiamo evincere, con un sorriso, la forte urgenza di girare e fare cinema, di posizionarsi dietro la macchina da presa e di dare l’azione.

Titolo originale: id.
Regia: Nathan Ambrosioni
Interpreti: Shelley Ward, Luna Belan, Julie Venturelli
Distribuzione: Candlelight Pictures
Durata: 89′
Origine: Francia

Fonte: Qui

lunedì 31 ottobre 2016

LAUREL & HARDY


Rai Movie sta programmando, dal lunedì al venerdì, in prima serata, i film di Laurel & Hardy. È un segnale interessante, da leggersi in diverse chiavi. Succede che non solo la Rai, ma tutte le più importanti reti abbiano adottato questa politica "passatista" definiamola così. La ragione primaria è semplice: gli investimenti. È notoria e stucchevole la didascalia "non ci sono più soldi" e così occorre giocare al risparmio acquisendo prodotti a basso costo. Le grandi produzioni esistono, in termini di serie, ma vengono trasmesse dalle Pay Tv che hanno le risorse per fare del prodotto televisivo qualcosa che per qualità e ricchezza possa avvicinarsi al grande schermo. Ci sono segnali forti in questo senso, basta essere attenti alla promozione sui due schermi, oppure alla cartellonistica nelle strade: le serie tivù sono ormai prevalenti. Un altro segnale sono i divi: un tempo per un attore affermato in cinema fare della televisione era un impietoso segnale di declino. Adesso invece è una medaglia che si porta dietro contratti cospicui. Alle emittenti in chiaro dunque rimane... il fondo del barile. Anche se a volte, nel "fondo" si può rintracciare della qualità, alta magari. La miriade di emittenti produce un'overdose di offerta che brucia i programmi che vengono inseriti, quasi sempre, senza una logica di palinsesto: significa che ci sarebbero delle fasce, dei target e dei momenti che andrebbero ragionati. Invece ormai si "butta dentro", a caso, qualcuno, nello zapping finirà pure per fermarsi da qualche parte. E dunque ecco la riproposta di vecchie serie, alcune delle quali ebbero, a suo tempo, anche un ottimo gradimento. Il tempo, appunto, permette di resettare la vedibilità di certe offerte. Gran parte risente della veloce evoluzione della comunicazione e del gusto. Qualche serie invece riesce ancora ad essere credibile.
Stan Laurel e Oliver Hardy erano un disegno che appartiene geneticamente alla nostra dotazione, come una Marilyn, capiti e amati in tutti i continenti e lo sarebbero stati in tutte le epoche
Pino Farinotti
A campione: non passa giorno che da qualche parte non spunti un film di Fantozzi. A suo tempo, erano gli anni settanta, le disavventure dell'impiegato rappresentavano una bella invenzione, persino con tiepide implicazioni culturali. Adesso risultano stantie e banali. Piedone -Bud Spencer, coi suoi cazzotti è tristemente sorpassato; Monnezza - Milian anche; l'ispettore Tibbs (serie) risente pesantemente degli anni settanta; Attenti a quei due si salva, appena, per la simpatia di Curtis e Moore; anche i "Bond" di Moore annoiano, mentre resistono quelli di Connery. Miami vice ha compiuto trent'anni ma resiste, in virtù dell'investimento e di una regia non obsoleta. Sembra non risentire del tempo La signora in giallo, per la sua formula divertente e leggera e grazie alla protagonista Angela Lansbury, una fuoriclasse. Anche Colombo lo guardi ancora. Poi c'è Poirot, interpreatato da David Suchet che, fra il 1989 e il 2013 ha coperto quel ruolo ben settanta volte nella famosa serie televisiva. Questa famigliarità gli ha permesso, stagione dopo stagione di diventare, letteralmente, Poirot. E anche un amico fedele di chi ama il giallo classico e l'elegante scenario vittoriano.

In questo contesto: Laurel & Hardy. Con loro ho un rapporto. Due anni fa ho scritto, insieme a mia figlia Rossella, I cento film della nostra vita. Cercavo un'immagine, una sola, che rappresentasse tutto il cinema. Alla fine ho composto un cartello di nomination: Rhett e Rossella abbracciati in Via col vento; Gene Kelly che balla sotto la pioggia; il mimo Jean Louis Barrault sul palcoscenico in piazza di Les enfants du paradis; il cavaliere Antonius Block che gioca a scacchi con la morte ne Il settimo sigillo; il Rex che naviga su quel mare di plastica di Amarcord; Laurel & Hardy in kilt che raccolgono la spazzatura danzando intorno a un bidone ne Gli allegri scozzesi; Charlot col suo balletto del pane ne La febbre dell'oro. Ho scelto Stanlio e Ollio. Dico che nessuno come loro rappresenta il cinema nella sua opzione primaria, che è l'evasione. Nella sequenza che ho detto sopra danzano al ritmo di una marcia scozzese, con le scope in mano. Si vede che improvvisano, inventano gag, movimenti, minuetti. Stan Laurel e Oliver Hardy bastavano a se stessi. Non avrebbero nemmeno avuto bisogno della parola. Erano un disegno che appartiene geneticamente alla nostra dotazione, come una Marilyn, capiti e amati in tutti i continenti e lo sarebbero stati in tutte le epoche: penso a un Napoleone al quale presentassero la Monroe oppure a un Plauto, commediografo del terzo secolo avanti Cristo, che vedesse quella sequenza scozzese. L'invito è, "cadendo" sui due, a non scappare subito, a soffermarsi per qualche momento. Non si cambia più canale.

Fonte:Qui


lunedì 10 ottobre 2016

Dolce di riso con le mele


Ingredienti

750 gr riso
q.b. burro
q.b. cannella
.5 l latte intero
1 limone scorza
4 mela
q.b. sale
8 cucchiai zucchero

Procedimento

750 g di riso
mezzo litro di latte
8 cucchiai di zucchero
4 mele
una scorza di limone
una presa di cannella
burro
sale

COME SI PREPARA 
Mettete sul fuoco, in una casseruola, il latte, la scorza di limone, una presa di sale e 4 cucchiai di zucchero. Appena il liquido bollirà buttatevi il riso e cuocetelo a fiamma bassa per mezz'ora, in modo che assorba tutto il latte. Trasferitelo quindi in una pirofila imburrata e livellatelo. Sbucciate le mele, dividetele a metà e privatele del torsolo, poi mettetele in una casseruola con un bicchiere di acqua, lo zucchero rimasto e la cannella. Cuocete coperto per 10 minuti: le mele dovranno risultare morbide, senza disfarsi. Appena pronte disponetele a corona nella pirofila, sul riso. Fate addensare il liquido rimasto in casseruola e versatelo sulle mele. Aggiungete qualche fiocchetto di burro e cuocete in forno caldo a 200°.

Fonte: http://ricette.donnamoderna.com/


domenica 25 settembre 2016

Slava


"Siamo molto felici di avere questo film qui in Svizzera, non foss'altro perché parla di orologi" ha dichiarato Chatrian presentando questa pellicola del Concorso Internazionale. In effetti il titolo del film si riferisce al nome della marca dell'orologio di Tsanko Petrov (Stefan Denolyubov), un ferroviere con enormi difficoltà di balbuzie che vive ai margini della società, nella provincia bulgara, ma l'orologio da polso è solo il correlativo oggettivo di rapporti umani che nascono per mero interesse. Tsanko sta facendo un giro di ordinaria amministrazione su un binario (stringe i bulloni di tanto in tanto), quando trova una borsa piena di soldi. Il suo candore e la sua purezza (salvo l'essersi messo in tasca 150 Lev prima di accorgersi dell'intera borsa di denaro) lo spingono a chiamare la polizia per dichiararne il ritrovamento. Il suo encomiabile gesto viene premiato dal Ministero dei Trasporti bulgaro, che lo invita a una cerimonia ufficiale per ringraziarlo e dargli un premio come "eroe della nazione". Ad organizzare questo carrozzone istituzionale vi è la segretaria di gabinetto Julia Staikova (una bravissima e molto bella Margita Gosheva) che ci viene inizialmente mostrata alle prese con una terapia della fertilità per l'inseminazione artificiale, ma ben presto si intuisce che è una donna interessata solo a sé stessa e alla sua carriera, che vuole un figlio soltanto per quella teoria (evidentemente valida anche nella società bulgara) secondo cui "ad una certa, s'ha da fare". Tsanko viene dunque invitato a questa cerimonia, ma è un pesce fuor d'acqua in quel contesto istituzionale e la sua balbuzie non lo aiuta a tirarsi d'impaccio da situazioni imbarazzanti. La Staikova, giusto prima di farlo salire sul palco, gli leva inopportunamente l'orologio da polso dicendogli che il premio del ministero è un orologio da polso nuovo e digitale, e che a cerimonia conclusa glielo restituirebbe. Inutile dire che la superficialità di Julia garantisce la perdita di quest'oggetto. Inizia così per Tsanko una piccola guerra personale per riavere il suo orologio, perché non solo è un regalo di suo padre (sul retro è inciso "A mio figlio Tsanko"), ma anche perché quello nuovo si rompe già il giorno dopo. Quello che viene considerato da tutti uno "scemo del villaggio" (ma che in realtà è solo una persona semplice, che ama i suoi conigli nella sua casa immersa nel verde) si troverà coinvolto in una serie di situazioni grottesche e kafkiane (come l'essere usato da un giornalista per gettare discredito sul Ministero, per poi esser costretto, sotto minaccia della prigione, a porgere al Ministro le sue pubbliche scuse), con l'unica colpa di essere stato fin troppo onesto. Per quanto si rida delle situazioni surreali (Julia che si fa l'iniezione di ormoni per la fertilità dietro la bandiera dell'Unione Europea è notevolmente divertente) è impossibile non empatizzare con Tsanko, incapace di concepire i rapporti umani come mero uso e consumo delle persone. È un mondo in cui non è in grado di vivere, perciò vive ai margini. La sola rivincita di Tsanko chiude un finale molto amaro, in cui Julia, nonostante un improvviso attacco di sensi di colpa, non si è mai del tutto pentita per quello che gli ha fatto. Un film, dunque, di ordinaria ingiustizia umana, ma raccontato con grande sensibilità, anche con la pervasiva atmosfera grottesca.

Fonte: storiadeifilm.it


lunedì 12 settembre 2016

Oslo, 31 Agosto


Un film osannato dalla critica, soprattutto quella francese, Oslo, 31 agosto vuole essere un’attualizzazione del romanzo “Le feu Follet” ( del compianto scrittore francese Pierre Drieu La Rochelle). Mentre nel romanzo dello scrittore francese e nel film degli anni ’60 di Louis Malle la vicenda si svolge a Parigi, nel film di Joachim Trier è spostata ad Oslo ai giorni nostri.

Protagonista è un giovane giornalista, che dopo sei anni di eccessi con le droghe (eroina, cocaina, alcool, ecstasy) vive in una clinica per disintossicarsi, a contatto con altre persone che vivono questo difficile passaggio.

Il protagonista nel romanzo di Drieu La Rochelle è alter ego dello scrittore combattuto da una lotta interna  contro la depressione  che negli anni precedenti e nel corso della Seconda Guerra Mondiale lo colpì; depressione dovuta alla messa in discussione della validità delle proprie idee politiche.

Nel film del regista Danese il protagonista, Anders, proviene da una buona famiglia e ha una buona posizione sociale,  ma fatica a trovare un posto nel mondo, nonostante l’amore degli amici, dei familiari, dalla fidanzata (che non compare nel film, ma di cui veniamo a conoscenza grazie ai dialoghi di Anders con gli amici). Una storia con la fidanzata segnata da un amore profondo,  ma rovinata dagli eccessi delle droghe.

Il film si apre su un tentativo di suicidio di Anders, che tenta di affogarsi in un lago, il giorno prima di ritornare ad Oslo, città da cui si era allontanato l’anno precedente per tentare la disintossicazione. Questo tentativo di suicidio va a vuoto: Anders è incapace di togliersi la vita, ma ancora deve confrontarsi con il ritorno alla sua città, deve mettersi alla prova, per capire se riuscirà ad avere un futuro, nonostante i suoi trascorsi. A tenerlo in vita è la possibilità di un riscatto.

Ritornando nella sua città natale troverà il tempo di riallacciare i rapporti con gli amici più cari, tenterà di rivedere la sorella, ma questa si negherà mandando ad incontrarlo la sua convivente.  Si metterà alla prova in un colloquio di lavoro per una rivista di cultura e letteratura, ma non avrà l’umiltà di ripartire da zero e di ammettere i propri errori, perdendo quindi questa opportunità di lavoro.

Mentre il film di Malle insisteva poeticamente sulle difficoltà del protagonista (impersonato da un memorabile Maurice Ronet) a vivere una vita nel pieno delle sue possibilità, sottolineando musicalmente il disagio psichico e l’incapacità, quasi l’inettitudine del protagonista, che pur spera di trovare una soluzione ai suoi problemi, Joachim Trier privilegia  la fisicità della recitazione e l’uso di una fotografia particolare, fatta di piccoli avvicinamenti (particolare l’uso dello zoom). Di fronte alla voce della coscienza di Maurice Ronet, Trier contrappone lo sguardo rassegnato di Anders Danielsen Lie.

Il regista norvegese utilizza la luce fioca di Oslo alla fine dell’estate (gli eventi anno luogo tra il 30 e il 31 agosto, da cui il titolo del film) per sottolineare la drammaticità di ciò che sta succedendo, ma inserisce anche momenti più positivi, come la intro in cui utilizza immagini di repertorio da altri film ambientati ad Oslo negli anni ‘60, ‘70, stabilendo un rimando meta-filmico alla storia del cinema.

Anders, cerca di aggrapparsi agli amici e sembra aver anche trovato una nuova ragazza che possa aprire ad un futuro diverso, ma è significativo che, mentre è con lei, pensi alla droga. Il regista compie un montaggio alternato costruendo un flash- forward che mette in luce quale sarà il finale del film.

Come nel film di Louis Malle, la chiusura è un ritorno del protagonista in un luogo sicuro e ricco di storia personale: nel film di Malle la stanza privata nella clinica, in quello di Trier, la casa paterna. Un luogo appartato dove il protagonista ha modo di tornare a sé stesso,  di isolarsi da un mondo che non lo vuole, per il quale egli si ritiene inadatto, incapace di fronteggiarne le difficoltà senza ricadere nel vizio.

Di fronte alla felicità degli amici più cari, che vede realizzati o comunque capaci di costruirsi un futuro relazionale nonostante le difficoltà della vita, il protagonista del film, non riesce a trovare nello sguardo degli altri una promessa per la sua realizzazione. La sua debolezza lo porta ad abbandonarsi ancora una volta alla droga. Un nuovo tentativo di suicidio per overdose, che probabilmente (il finale non è esplicito) porterà alla morte di Anders.

Le ultime scene che fotograficamente ci danno delle istantanee dei luoghi , che abbiamo visto comparire nel film e in cui Anders si è confrontato con i suoi amici e conoscenti, ci richiamano alla memoria un film di ben diverso tenore, ma allo stesso modo affascinante: Prima dell’alba di Richard Linklater. In quel caso l’amore vinse e maturò nonostante le difficoltà del vivere.

Forse una speranza, un finale aperto: la vita continua, i luoghi in cui abbiamo vissuto continuano a vivere e con loro le persone che abbiamo amato, nella speranza un giorno di poterci ricongiungere in essi con loro.

Da segnalare la straordinaria interpretazione dell'attore protagonista Anders Danielsen Lie

L'attore grazie a questa eccellente prova ha ricevuto molte proposte all'estero, in particolare segnaliamo la sua prova nel recente film francese Ce sentiment de l'été  di Mikhaël Hers


Fonte: storiadeifilm.it/

lunedì 5 settembre 2016

Seitan speziato


Ingredienti

200 gr verza
300 gr seitan (carne di grano)
2 cipolla rossa
60 millilitri salsa di soia
2 carciofo
200 gr cavolfiore cimette
1 limone
2 cucchiaini sesamo semi
5 cucchiai olio di sesamo
1 cucchiaino cumino semi
1 spicchio aglio

Procedimento

1) Lessate in acqua bollente salata prima il cavolfiore per 6', poi la verza a striscioline per 3'. In un'altra casseruola di acqua bollente salata, acidulata col succo del limone, lessate i carciofi, mondati e tagliati a spicchietti, per 4', poi le cipolle a spicchi per 2'. In una padella scaldate 3 cucchiai di olio di sesamo con il cumino, unite le verdure scolate e fatele saltare su fiamma vivace per 2'; aggiungete i semi di sesamo e mescolando cuocete ancora per 1'. 

2) Tagliate a dadi il seitan e rosolatelo nell'olio rimasto con l'aglio sbucciato intero. Bagnate con la salsa di soia e cuocete finché si assorbe e incomincia a caramellare. Servite con le verdure.

Fonte: http://ricette.donnamoderna.com/


mercoledì 31 agosto 2016

PARADISE BEACH: DENTRO L'INCUBO


Come ormai noto, non sono gli squali gli animali più pericolosi a nuotare nel mare… Blake Lively lo conferma

Gli appassionati di questi enormi pelagici re - in via d'estinzione (per colpa dell'uomo che ne uccide milioni ogni anno) - dei sette mari continueranno a lamentare la demonizzazione degli squali, tout court, ma è innegabile che avere un Grande Bianco sullo schermo dia un plus di adrenalina e thrilling a ogni film. Come al Paradise Beach: Dentro l'incubo di Jaume Collet-Serra, con protagonista Blake Lively.

Non un qualsiasi agorafobico e angosciante dramma marino alla Open Water, né una tragico confronto di uomo e natura come Lo Squalo o L'Orca assassina, ma una sorta di step intermedio, nel quale l'evoluzione del topos da B-Jungle-Movie della bella bionda turista yankee alle prese con il mondo selvaggio ci regala una tensione sapientemente costruita a e coreogafata dal regista di Non-Stop e Run All Night.

Sicuramente è suo il merito principale, vista la 'povertà' di una singola location (ma si fa per dire, parlando della Perla del Pacifico, l'Isola di Lord Howe nel Queensland australiano, nonostante l'azione si svolga in Messico). E per di più ridotta - per necessità narrative - a un 'misero' scoglio al largo della spiaggia scelta come teatro.

Per fortuna i tempi moderni - dopo il pentimento dell'autore di 'Jaws' Peter Benchley, convertitosi in difensore della specie, e le battaglie animaliste in favore di questi animali, tanto diffuse in California - hanno insegnato a Hollywood che non serve insistere sulla cattiveria di predatori che agiscono principalmente per istinto o curiosità. Anzi, l'aspetto naturale dell'agire dello Squalo aggiunge un senso di ineluttabilità alla lotta della 'Giovane e il Mare'.

Questo e i minimi requisiti richiesti per terrorizzare futuri bagnanti (per quanto si ben difficile che una bestia di quelle dimensioni si aggiri in "acque poco profonde", come da titolo originale The Shallows), creano la tensione necessaria. Più delle prevedibili scene Gore e delle dimostrazioni della pericolosità letale del protagonista pinnato e senza nulla togliere alla sua controparte umana, più che convincente sia nella parte della surfista nostalgica in cerca di simboliche 'riparazioni' (non senza qualche didascalismo di troppo) sia in quella della atipica 'Final Girl' di questo non horror.

Il risultato finale è un intrigante e coinvolgente - più di quanto direbbe il prevedbile ingaggio razionale - 'Siege Movie' nel quale azione e dramma vengono (coerentemente) sopraffatti dalla forza di volontà e l'istinto di sopravvivenza dei due contendenti. Non, come è stato detto "Lo squalo per una nuova generazione", ma forse - senza mancar di rispetto al Cult di Spielberg - qualcosa di più… Sicuramente di diverso

Fonte: film.it

sabato 20 agosto 2016

Spezzatino di pollo con peperoncini verdi


Ingredienti

600 gr pollo petto
200 gr pomodorino ciliegia
q.b. pepe
q.b. olio di oliva extravergine
q.b. sale
8 peperoncino verde dolce (friarelli)
1 cipolla bionda

Procedimento

600 g di petto di pollo 
una cipolla bionda 
8 peperoncini verdi dolci 
200 g di pomodorini ciliegia 
olio extravergine d'oliva 
sale, pepe 

1) Pulite il petto di pollo e tagliatelo a grossi dadi, possibilmente tutti della stessa dimensione cosicché cuociano in modo 
uniforme. Sbucciate la cipolla e tagliatela a fettine sottili. Scaldate 6 cucchiai di olio in una casseruola e fate soffriggere la 
cipolla a fuoco medio per 3-4 minuti. Aggiungete i dadi di petto di pollo e fateli rosolare per qualche minuto. 
2) Lavate i peperoncini. Pulite i pomodorini, lavateli e tagliateli a metà. Uniteli allo spezzatino, salate, mescolate e coprite a filo 
con acqua bollente. Mettete il coperchio e cuocete per 10 minuti. 
3) Togliete il coperchio e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Distribuite lo spezzatino nei piatti individuali, aromatizzate 
con una macinata di pepe e servite.

Fonte: http://ricette.donnamoderna.com/

martedì 2 agosto 2016

Consigli utili sul Melone


Fresco, dissetante e ricco di vitamine, è un frutto che nelle giornate calde d’estate non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole
E’ il simbolo dell’estate, con quel colore così caldo e il gusto così dolce: stiamo parlando del melone, immancabile sulle tavole, dove di solito si abbina a prosciutto crudo o a cetrioli e avocado per una insalata rinfrescante. Di meloni ne esistono diverse varietà: solitamente si distingue tra estivi e invernali. I primi presentano una corteccia solcata da venature longitudinali e polpa arancione e si dividono ulteriormente in varietà “retate” con superficie reticolata, e in varietà “cantalupo”, a superficie liscia, con venature verde scuro. I secondi invece si conservano per tutto l’inverno e presentano solitamente una superficie liscia e la polpa di colore bianco.

Le proprietà del melone
Poco calorico e ricco di acqua, il melone è perfetto per chi deve seguire un regime alimentare dietetico: un vasetto di yogurt con una fetta di melone rappresenta un ottimo spuntino per chi ha problemi di linea. Il melone è un frutto ricco di vitamina A, C e di ferro, quindi è un alimento importante per chi è anemico. Il calcio, il fosforo, il magnesio e il potassio contenuti in questo frutto lo rendono anche un ottimo integratore contro il caldo, oltre a facilitare la digestione perché questi minerali abbassano l’acidità dello stomaco.

Come si conserva
Il melone resiste 3-4 giorni nel frigo, in una parte non troppo fredda (mai sotto i 5°). Se tagliato, va coperto con della pellicola o conservato in appositi contenitori per alimenti per evitare che marcisca.

Il melone in cucina
Pur essendo un frutto, il melone viene consumato più spesso a tutto pasto che non alla fine. Il piatto più conosciuto e apprezzato dell’estate è il melone accompagnato dal prosciutto crudo, o tagliato a cubotti e unito a cetriolo, avocado, in insalate fresche e depurative. Spesso è utilizzato per preparare deliziosi sorbetti, o servito come frullato a metà giornata. Ottimo l’abbinamento con un formaggio come il gorgonzola, per spiedini da servire come antipasto.

Fonte: lacucinaitaliana.it


giovedì 28 luglio 2016

Sorbetto di melone e zenzero


Ingredienti
polpa di melone giallo 1 Kg
zucchero di canna 100 gr
zenzero fresco 60 gr
addensante tipo farina di carrube o farina di guam gr
gin -

Procedimento
Per la ricetta del sorbetto di melone e zenzero, pelate e grattugiate lo zenzero, poi strizzate la polpa fra le mani e raccogliete il succo in una ciotolina. Ricavate con un piccolo scavino 250 g di palline dal melone e tenetele da parte come decorazione finale.

Frullate il resto molto finemente, poi aggiungete lo zucchero, il succo di zenzero e ponete in frigorifero a raffreddare. Versate il frullato nella gelatiera e avviatela; dopo una decina di minuti aggiungete la polvere addensante e proseguite nella lavorazione del sorbetto per altri 20-30’. Bagnate le palline di melone con un bicchierino da liquore di gin e lasciatele macerare fino al momento dell’utilizzo.

Togliete il sorbetto dalla gelatiera, distribuitelo nei bicchieri o in barattolini e completate con le palline di melone e 1-2 cucchiai di gin ciascuno. Servite a piacere con cannucce colorate.

Fonte: lacucinaitaliana.it


giovedì 21 luglio 2016

Sorbetto di melone al miele


Ingredienti
polpa di melone 500 gr
miele di acacia 100 gr
more 20 -
mezzo limone -

Procedimento
Per la ricetta del sorbetto di melone al miele, tagliate a dadi la polpa di melone e mettetela nel bicchiere del frullatore con il miele e il succo del mezzo limone.

Frullate fino a ottenere una purea densa. Versate nella gelatiera e avviatela: il sorbetto sarà pronto in circa 30’. Lavate le more velocemente e scolatele bene. Distribuite il sorbetto di melone nelle coppette e unite le more.

Fonte: lacucinaitaliana.it

mercoledì 13 luglio 2016

“Zuccotto” di melone e savoiardi


Ingredienti
un melone, circa kg 1,3 più qualche fetta per guarnire -
latte 400 gr
zucchero 200 gr
latte di cocco 50 gr
3 savoiardi -
rum -

Procedimento
Per preparare lo “zuccotto” di melone e savoiardi tagliate a metà il melone, poi scavate la polpa lasciando intatte le due calotte, che riporrete nel freezer e userete poi come contenitore per il gelato. Una volta eliminati i semi e la buccia dovrete ottenere circa g 650 di polpa: frullatela con il latte e lo zucchero. Trasferite il composto nella gelatiera e avviate l’apparecchio seguendo le istruzioni. Sbriciolate i savoiardi, unitevi il latte di cocco e 1 o 2 cucchiaiate di rum. Una volta pronto il gelato, riempitene le due calotte, creando al centro una piccola nicchia da farcire con il composto di savoiardi. Servite i due “zuccotti” accompagnati dal gelato rimanente e da melone fresco a piacere.

Fonte: lacucinaitaliana.it

lunedì 11 luglio 2016

GHIACCIOLI ITALIA


Una ricetta estiva e colorata, perfetta per concedersi una pausa rinfrescante. Anguria, yogurt e kiwi sono i tre ingredienti sani e genuini protagonisti di questi ghiaccioli tricolore. Una merenda home made facile da preparare con gli appositi stampini, economica e... Da provare!

Ingredienti
• 160 g di anguria senza semi
• 120 g di yogurt bianco
• 4 kiwi
• 3 cucchiaini di zucchero
• 1 cucchiaio di succo di limone

INTRODUZIONE
Anguria, yogurt bianco e kiwi sono i tre ingredienti protagonisti di questi allegri e colorati ghiaccioli tricolore.

Estiva e perfettamente in linea con le alte temperature, questa dei ghiaccioli tricolore è una ricetta semplice da realizzare: basta infatti versare negli appositi stampi da ghiacciolo un primo strato di frutta fresca frullata, un secondo di yogurt e un altro di frutta, e il gioco è fatto.

Quando realizzate questi ghiaccioli tenete presente che ogni volta che versate uno strato dovrete far riposare gli stampini in frezeer in modo che il contenuto raggiunga la consistenza ottimale; considerate quindi che il tempo di riposo, in totale, sarà di circa 6 ore.

Se siete alla ricerca di altri ghiaccioli da preparare a casa come gustosa merenda home made consultate ad esempio la ricetta dei ghiaccioli al caffè o  quelli all'anguria, rum bianco, lime e menta. Tante idee per altrettante, piacevoli, pause rinfrescanti!

PREPARAZIONE
Frullate l’anguria con il succo di limone e un cucchiaino di zucchero. Versate negli stampi per ghiaccioli riempiendoli di circa 1/3, controllate di non aver sporcato gli stampi o rischierete di non avere strati ben definiti.
Infilate gli stecchi e mettete in freezer per circa 40 minuti. Sfilate gli stecchi e lasciate in freezer per un’altra ora. Versate lo yogurt dividendolo nei 6 stampi, infilate lo stecco e lasciate in freezer per 40 minuti. Togliete lo stecco e rimettete in freezer per 40 minuti. Nel frattempo frullate anche i kiwi precedentemente pelati con 2 cucchiaini di zucchero.  
Estraete di nuovo i ghiaccioli, versate la purea di kiwi negli stampi, infilate lo stecco e lasciate in freezer per almeno 3 ore.  
Per estrarre i ghiaccioli dallo stampo passateli sotto acqua calda facendo attenzione a non bagnare l’interno.

Fonte: cucchiaio.it

martedì 21 giugno 2016

Lasagne Vegetariane


Ingredienti per 4 persone
1 Confezione Pasta Tipo Lasagne
400 gr Mozzarella
250 gr Passata di Pomodoro
Basilico
1 Carota
1 Gambo Sedano
1/2 Cipolla
Olio d'oliva
250 gr Formaggio Parmigiano Grattugiato
Sale
Pepe
Pangrattato
Lasagne Vegetariane

Preparazione:Preparare un trito con cipolla, sedano e carota e fatelo soffriggere in poco olio.
Aggiungete la passata di pomodoro e il basilico, aggiustate di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti.
Scottate in acqua bollente e salata le lasagne, tagliate la mozzarella a fettine.
Alternate, a strati, la pasta, la salsa di pomodoro, la mozzarella e il parmigiano grattugiato terminando con una manciata di pangrattato.
Cuocete per 50 minuti in forno a 220 gradi.

Fonte: paginainizio.com

lunedì 13 giugno 2016

Melone con salsa more e pistacchi


Ingredienti
polpa di melone 500 gr
more 130 gr
zucchero 25 gr
pistacchi 20 gr
lime -

Procedimento
Per la ricetta del melone a palline con salsa di more e pistacchi, ricavate dal melone, con l’apposito scavino, delle palline. Frullate g 100 di more con lo zucchero e il succo di mezzo lime. Tagliate a fettine le more rimaste.

Distribuite nei piatti il frullato, disponetevi sopra le palline di melone, poi decorate con le fettine di mora e i pistacchi tritati grossolanamente. Questa ricetta può essere realizzata anche con altri piccoli frutti di bosco come lamponi, ribes o fragole. In mancanza dello scavino si può tagliare il melone in piccoli cubi.

Fonte: lacucinaitaliana.it

lunedì 6 giugno 2016

TORTA AL SALMONE E YOGURT


Ingredienti

Pasta sfoglia 1 Yogurt greco 200 grammiUova 2 Aneto q.b.Salmone affumicato 200 grammiPatate 2 Cipollotto 1 Sale q.b.Panna da cucina 1 Erba cipollina q.b.Pepe rosa in grani 1 Pepe q.b.

PREPARAZIONE DELLA TORTA AL SALMONE E YOGURT
1) Per preparare la ricetta della torta salmone e yogurt rivesti uno stampo di 28 cm di diametro con un disco di pasta sfoglia pronta già stesa, poi bucherella il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta. Ricorda di foderare la base dello stampo con la carta da forno oppure con il foglio di carta già in dotazione alla confezione di pasta sfoglia.
2) Ora sbatti in una ciotola lo yogurt greco intero e la panna fresca con almeno 2 grosse uova, poi incorpora i ritagli di salmone affumicato, le bacche di pepe rosa, le patate bollite tagliate a fettine, abbondante erba cipollina o aneto ben tagliuzzati, il sale, il pepe e, se lo gradisci, pure un cipollotto tritato.
3) Infine cuoci la torta al salmone e yogurt in forno già caldo a 180°C per circa 35 minuti e servila tiepida.


TORTA AL SALMONE E YOGURT: COME FARE LO YOGURT GRECO IN CASA
In questa gustosissima torta al salmone lo yogurt greco riveste un ruolo molto importante. Chi, anziché acquistarlo al supermercato, volesse cimentarsi nella sua preparazione potrà seguire questi semplici passaggi.
1) Per prima cosa porta a ebollizione il latte facendo attenzione che non si bruci oppure fuoriesca dalla pentola. Dopodiché coprilo bene e lascialo raffreddare fino a raggiungere una temperatura di 30°C, poi versalo in una vaschetta utilizzando un colino.
2) A questo punto aggiungi un vasetto di yogurt bianco da 125 ml e mescola bene per qualche minuto con l’ausilio di una piccola frusta, poi versa il contenuto in alcuni barattoli di vetro.
3) Dopo averli riempiti fino al bordo, chiudili per bene e mettili all’interno di una pentola a pressione, poi chiudila e avvolgila in una coperta. Infine, una volta trascorse circa 8 ore, togli la coperta, apri la pentola, estrai i barattoli di yogurt e mettili in frigo per qualche ora prima di utilizzarli per preparare latorta salmone e yogurt.

Fonte: Web

mercoledì 25 maggio 2016

SUSHI E PRUGNE



Ingredienti


250 g di riso da sushi
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
Aceto di riso 50 ml
1/2 cetriolo piccolo
4 gamberi ( cotti e sgusciati )
8 prugne Sunsweet denocciolate tagliate a metà
40 g di salmone affumicato a fette
Fogli di alga nori 4
4 pizzichi di pasta wasabi
25 g di zenzero in salamoia 
1 stuoia di bambù
100 ml salsa di soia


Preparazione

Lavare il riso abbondantemente, portare ad ebollizione in 450 ml di acqua. Ridurre a fuoco lento e lasciate cuocere coperto per 10 minuti. Togliere dal fuoco e lasciare in ammollo per 10 minuti. Versare il riso,  precedentemente sciacquato con acqua fredda, in una ciotola. Mescolare lo zucchero, il sale e l’aceto di riso fino alla dissoluzione. Versare la salsa di aceto sopra il riso,  mescolando per aiutarne l’assorbimento.
Togliere i semi al cetriolo con un cucchiaio e tagliarlo a bastoncini sottili. Tagliare i gamberi a metà. Tagliare il  salmone a striscioline e arrotolare 10 strisce attorno alle prugne.
Mettere un foglio di alga su una stuoia di bambù. Coprire i fogli di alga con ¼ del riso preparato, premendo bene il riso con le mani. Lasciare un centimetro delle alghe libero in alto. Mettere un pizzico di  pasta di wasabi ogni 5 centimetri alterna dolo a pezzetti di zenzero in salamoia. Sovrapporre 2 bastoncini di cetriolo, 4 metà di gamberi e 6 pezzi di prugna. Con l'aiuto della stuoia di bambù, arrotolare il foglio di alga in un salame. Tagliarlo in 8-10 pezzi con un coltello affilato. Preparare un altro foglio di alga nello stesso modo.
Disporre i restanti due fogli di alga con riso e wasabi. Invece dei gamberi mettere il salmone avvolto sulle prugne. Arrotolare e tagliare in pezzi. Servire con la salsa di soia.

giovedì 19 maggio 2016

CEFALI CON CRAUTI


Ingredienti per 4 persone

4 Cefali di media grandezza
12 foglie di Alloro
1 spicchio di Aglio
400 gr. di Patate
100 gr. di Pomodori ciliegini
200 gr. di Crauti in scatola
Aceto di vino q.b.
5 cucchiai di Olio extravergine di oliva
Sale rosa q.b.
Pepe bianco q.b.

PREPARAZIONE
Squamate i cefali, svuotateli, lavateli e metteteli su un tagliere inclinato a scolare.
Quindi ricoprite il fondo di una pirofila con le foglie di alloro.
Posatevi sopra i cefali che avrete salato all’interno.
Conditeli con un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Spruzzateli con mezzo bicchiere di aceto e aggiungete lo spicchio di aglio pelato e una decina di grani di pepe.
Cuocete in forno già caldo a 160°C per 30-35 minuti.
Nel frattempo fate lessare le patate in acqua salata. Sbucciatele e tagliatele a pezzi.
Scolate i crauti dal loro liquido e metteteli in una padella antiaderente.
Condite con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva.
Aggiungete i pomodori lavati e spolverizzate con un poco di sale rosa.
Fate insaporire per un paio di minuti e poi unite le patate a pezzi.
Bagnate con l'aceto di vino, mescolate e continuate la cottura per 5 minuti.
Trasferite i pesci cotti su 4 piatti individuali eliminando le foglie di alloro, i grani di pepe e lo spicchio di aglio.
Disponete intorno le patate a pezzetti, i crauti e i pomodorini.
Servite subito in tavola.


sabato 7 maggio 2016

Polpettone verde


Ingredienti per 6 persone
850 gr di carne macinata di manzo
70 gr di olive verdi senza nocciolo
40 ml d'olio extravergine d'oliva
30 gr di parmigiano grattugiato
4 fette di pane
3 fette di mortadella
3 carote
1 sedano
1 cipolla
1 uovo
Polpettone ripieno con verdure

Preparazione:Prendere una pentola dal diametro di almeno 20 centimetri e metterci dentro 2 carote, la cipolla, il sedano e l'olio extravergine d'oliva; aggiungere poi dell'acqua fino a raggiungere la metà della pentola e mettere sul fuoco.
Da parte, frullare la carota rimasta insieme alle olive tritate e tre fette di mortadella. Quando il composto è pronto, unirlo alla carne macinata e già salata; aggiungervi poi il formaggio grattugiato, l'uovo, e le 4 fette di pane, che devono essere sbriciolate e bagnate.
Amalgamare con le mani per dare all'impasto una forma allungata, vale a dire quella classica del polpettone; quando ha raggiunto la forma opportuna, depositare la grande polpetta sulla carta d'alluminio e rotolarla per farla avvolgere bene. Mettere quanto è stato preparato nella pentola con l'acqua, le carote, il sedano e la cipolla e far cuocere per un'ora e mezza circa.
Dopodiché, si consiglia di lasciar freddare il polpettone in frigorifero per 8 ore.
Togliere dalla pentola anche la verdura e porla in un tritatutto e poi rimettere il composto nella pentola insieme all'acqua di cottura. Quando il polpettone si è raffreddato, tagliarlo a fette e deporle una a una nella pentola, far scaldare cinque minuti circa e servire.

Fonte: paginainizio.com

mercoledì 13 aprile 2016

Fast and Furious la serie continua ?

Risultati immagini per fast and furious



Molti appassionati della serie Fast and Furious continuano a chiedersi se la stessa continuerà.

Dopo la triste scomparsa di uno degli attori principali,  Paul Walker, tradito dalla stessa velocità, perde la propria vita in un incidente stradale a Valencia, destino pazzesco e sconvolgente per tutti i familiari,fans,amici,attori,ecc.
Paul stava andando ad un evento un evento benefico organizzato dalla sua associazione, la Reach Out Worldwide, per raccogliere fondi destinati alle popolazioni colpite dal tifone Haiyan nelle Filippine. 
Tutti lo ricordiamo oltre che per la sua bravura, anche per la sua personalità sempre sorridente che ci ha colpito durante il susseguirsi delle bellissime serie.
L ultima da lui interpretata, la settima, in parte ha subito cambiamenti di sceneggiatura.
Nel corso della creazione e grazie alla tecnologia, ognuno di noi ha potuto vedere l attore dall inizio alla fine ed è proprio quella fine che ha commosso tutti noi.
Tutti pronti a rassegnarsi, a commentare sulla fine della saga, un pò per lo shock subito da tutti a 360°, un pò per sfiducia, ma lo stesso attore Vin Disel (Dominic Toretto nella serie) rivela a variety.com che il sequel forse continuerà.

Lo stesso continua dicendo che si stanno scrivendo nuove storie per tanti personaggi e già qui la nostra fantasia e curiosità prende il sopravvento.

Aspettate, non affrettate le cose, perchè si sta pensando in GRANDE e quindi le aspettative sono ancora maggiori, infatti il CAST che comporrà “Fast & Furious 8” dovrà essere SORPRENDENTE.....

La suspance cresce ?

Beh trattenetela, l ipotetica uscita si prospetta per l aprile del 2017 !!


Nell attesa e per non dimenticare uno degli attori che ha reso famosa la serie, rivediamo un  tributo in suo onore..   GRAZIE PAUL !!!