giovedì 21 gennaio 2016

La grande scommessa

La grande scommessa, recensione del film con Christian Bale, Ryan Gosling e Steve Carell

Immaginate che Michael Mann si metta in testa di voler raccontare in un film lacrisi finanziaria del 2008: quella legata ai mutui subprime, che ha portato al fallimento di banche d’affari ritenute inscalfibili, ha creato milioni di disoccupati e una depressione di cui sentiamo le conseguenze ancora oggi. E che ha svelato il volto oscuro del capitalismo finanziario. 
Immaginate, però, che prima di mettersi al lavoro sul film, Mann abbia battuto la testa, abbandonato la tradizionale serietà (magari spettacolare ma pur sempre sobrio), per diventare un buontempone che, magari, non disdegna un consumo massiccio d’erba. 
Ecco, in quel caso il risultato del lavoro del regista sarebbe forse simile a quello che è riuscito ad Adam McKay: uno che viene dal Saturday Night Live e da mille collaborazioni con Will Ferrell, che ha co-sceneggiato Ant-Man, e che questa volta ha cambiato genere centrando un equilibrio difficilissimo tra momenti comici, bizzarrie, drammaticità, e ricostruzione cronachistica e dettagliata degli avvenimenti e dei meccanismi finanziari, dalla verbosità quasi sorkiniana

Basato su un libro del giornalista finanziario Michael Lewis (lo stesso del volume che poi è diventato - guarda caso - Moneyball, e con altri adattamenti cinematografici all’orizzonte), La grande scommessa è un film a suo modo sovversivo: perché racconta nel dettaglio, e con un linguaggio cinematografico hollywoodiano comprensibile a chiunque, le profonde e perverse storture di un sistema capitalistico andato fuori controllo; e perché lo fa con un linguaggio cinematografico che se ne infischia delle regole tradizionali e risente dell’evoluzione recente dei linguaggi audiovisivi. 
La storia, che segue le vicende parallele e incrociate di diversi investitori e gestori di fondi che scommisero sul crollo delle obbligazioni bancarie sui mutui immobiliari, intuendo prima di tutti l’imminenza di una crisi che andò poi ben oltre le loro previsioni, è infatti raccontata attraverso la voce di uno di loro, interpretato da Ryan Gosling. Che però si fa narratore onniscente solo saltuariamente, e non si fa alcun problema ad abbattere la quarta pareteesattamente come fa Frank Underwood in House of Cards, ma con maggiore ironia. 
Nei punti in cui i tecnicismi finanziari rischiano di mandare in bambola lo spettatore, ecco che McKay tira poi fuori dal cilindro dei siparietti esplicativi, il primo dei quali vede protagonista una Margot Robbie che sorseggia champagne in vasca da bagno - tanto per dare l’idea del tono. 
Inaspettatamente, però, gli anarchismi formali di McKay e le leggerezze del film (che ha qualche momento di pura comicità) non sviliscono i suoi contenuti e la loro serietà; perfino la loro drammaticità: al contrario li aiutano e li supportano. Rendono il film meno pamphlet a tema e a scopo indignazione, regandogli un profilo entertainment-oriented che fa penetrare la lama più in profondità: faccio finta d’intrattenerti mentre t’indottrino. 

La fusione dei registri de La grande scommessa si concretizza soprattutto nel personaggio (e nell’interpretazione) di Steve Carell, gestore di un fondo di Wall Street reso a tratti esilarante da un cattivo carattere al limite del patologico, dotato di spessore psicologico grazie a un trauma familiare e rappresentante lo sguardo più sconcertato e critico di fronte alla stupidità e alla fraudolenza delle grandi banche (“Tell me the difference between stupid and illegal and I'll have my wife's brother arrested,” gli dice a un certo punto il banchiere interpretato daGosling
Ancora più che nel precedente Foxcatcher, l’attore divenuto celebre per i ruoli comici conferma la stoffa che gli permette di affrontare senza patemi anche quelli drammatici, rivaleggiando alla pari con un Christian Bale che siamo più avvezzi vedere in parti impegnate. 
Ma mentre nel personaggio di Bale, assieme allo sgomento di fronte alla profondità dell’abisso prevale il disincanto, in quello di Carell - che in partenza viene descritto come un pessimista già consapevole del marcio del mondo in cui lavora - si esprimono la rabbia, la frustrazione, l’incredulità e l’impotenza degli uomini comuni, di chi il film lo guarda e anche la Crisi l’ha vissuta da spettatore. 

“Non me l’aspettavo così.” “E cosa pensavi di trovare?” “Non so, degli adulti.” 
Così si dicono altre due figure di primo piano del film - due ragazzi del Colorado che sognavano di scalare Wall Street, rimasti coinvolti anche loro nel grande gioco che ha portato la Crisi allo scoperto - quando entrano nella sede newyorchese di Lehman Brothers, dopo il fallimento e il licenziamento dei dipendenti. 
Di adulto, nel mondo raccontato da Adam McKay, non c’è proprio nulla. Ci sono ragazzini troppo cresciuti che non conoscono il senso di parole come responsabilità, come morale, come etica. Eterni adolescenti incapaci di comprendere le conseguenze dei loro gesti, resi ciechi dalla prospettiva del guadagno, della BMW serie 7, di un aereo privato, di strip club e ville con piscina destinate a rimanere vuote. E più il regista gioca col cinema, col corrispettivo di quella patina superficiale, più la desolazione di ciò che racconta risulta evidente. 
Per giocare, c’è il cinema. La finanza e l’economia, quelle, dovrebbero essere qualcosa di più serio. Al cinema posso viaggiare nello spazio o perdere il lavoro, e di conseguenze reali non ce ne solo; mentre per ogni gioco di Wall Street, la vita e i lavori di milioni di persone sono a rischio. Qui c’è Brad Pitt in persona a ricordarlo: e che sia Hollywood a doverlo ribadire, continua a essere un paradosso. 

Fonte: comingsoon.it

lunedì 11 gennaio 2016

La spesa di stagione a gennaio

La spesa di stagione a gennaio foto



La spesa di stagione a gennaio prevede prodotti gustosi, freschi e genuini visto che con molta probabilità saranno coltivati all’aria aperta, e non in serra, e con un ridotto uso di sostanze chimiche. Inoltre questi prodotti sono in generale i più economici. Mangiare tanta frutta e verdura, soprattutto quella di stagione, è poi un modo per ritornare in forma dopo gli eccessi alimentari delle feste natalizie. Vediamo insieme qualche consiglio per scegliere i prodotti giusti da mettere nel carrello della vostra spesa di stagione in questo mese così freddo e uggioso.


Il finocchio non può proprio mancare nel carrello della spesa di stagione a gennaio. È composto per il 90% di acqua, per l’1,3% da proteine e il 3% da fibre. Conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, il finocchio è molto indicato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell’allattamento per ridurre le coliche d’aria nei bambini. È inoltre diuretico, carminativo, antiemetico, antispasmodico e antinfiammatorio. Una dieta a base di finocchio è ideale per tornare in forma dopo i numerosi pasti e le corpose cene natalizie.

La rapa contiene vitamina C, fosforo, fibre, vitamina B6, calcio, manganese, potassio e indoli. In questo periodo dell’anno, le rape sono più tenere e gustose. Una dieta a base di rape è ideale per tornare in forma e perdere qualche chilo dopo gli abbondanti pasti e le numerose cene natalizie.

Il cavolfiore è una varietà di Brassica oleracea dalle caratteristiche anti-aging, antiossidanti e anti-tumorali poiché è ricco di vitamina C, potassio e fibre. E’ molto consigliato per purificare e ripristinare la funzionalità intestinale ed epatica dopo periodi di cattiva alimentazione. E’ ideale in cucina per contorni e primi piatti. Avete mai preparato un contorno di cavolfiore gratinato? No, cliccate qui sotto per scoprire questa e altre ricette con il cavolfiore!

La cicoria è una pianta erbacea appartenente alla famiglia Asteraceae. Ha proprietà depurativa, disintossicante, diuretica ed è leggermente lassativa. Una verdura invernale che è molto utile per il fegato in quanto ne migliora le funzioni. Si possono preparare tante insalate o squisite pietanze con le cicorie. Qualche esempio? Le fave con le cicorie! Uno dei piatti tipici dell’arte culinaria pugliese. Cliccate qui sotto per questa e altre ricette con la cicoria.

La barbabietola rossa è una pianta appartenente alla famiglia Chenopodiaceae che è ricca di zuccheri, sali minerali e vitamine. Ha proprietà dietetiche e salutari poiché assorbe le tossine dalle cellule e ne facilita l’eliminazione. E’ molto indicata per un’alimentazione sana poiché è depurativa, mineralizzante, antisettica e ricostituente. Tra le ricette che potete preparare, vi consigliamo la zuppa di barbabietole!

Il mandarino è uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro e al pomelo. Dei tre è l’unico frutto dolce. Il mandarino ha notevoli proprietà terapeutiche poiché è ricco di vitamina C, fibre, carotene, ferro, magnesio e acido folico. I mandarini hanno un profumo agrodolce e aromatico. Sono consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita.

Un altro tipico frutto invernale è l’arancia. Questo agrume è molto apprezzato per via delle sue numerose proprietà benefiche: favorisce la digestione, è antiossidante, depura l’organismo, stimola l’attività cerebrale, allevia i dolori dello stomaco. Le arance sono ricche di vitamine soprattutto la C e la A, ma anche una larga parte di quelle del gruppo B.

Il mandarancio è un agrume ibrido tra il mandarino e l’arancia. Esistono diverse varietà, ma in Italia la più conosciuta è la clementina. E’ ricco di vitamina C, che è molto utile al nostro organismo soprattutto in questo periodo per affrontare e combattere i raffreddori stagionali. Il loro apporto calorico è pari a 53 kcal per 100 grammi. Con questo agrume si possono realizzare diverse ricette, tra cui l’insalata di finocchi e mandaranci.

La pera è il frutto delle piante del genere Pyrus a cui appartengono molte specie differenti. E’ ricca di fibre, zuccheri semplici e potassio che la rendono perfetta per una dieta iposodica. E’ un frutto facilmente digeribile. La pera contiene inoltre vitamina C, sali minerali, tannino, acido malico e citrico. In cucina si possono preparare tante ricette dolci con le pere.

Il kiwi è un frutto ricco di vitamina C (85 mg/100 g), potassio, vitamina E, rame, ferro e fibre. Questo frutto rende la pelle più elastica e riduce le rughe, diminuisce i trigliceridi nel sangue, protegge gengive e denti. L’apporto calorico è molto basso perché è costituito da circa l’84% di acqua, il 9% di carboidrati e da tracce di grassi e proteine. In cucina si possono preparare tante ricette con il kiwi.

Fonte: buttalapasta.it

sabato 9 gennaio 2016

Cannoli siciliani

Cannoli siciliani

Ingredienti  per i cannoli


300 gr di farina 0030 gr di zucchero semolato1 uovo1 cucchiaino di cacao30 gr di burro fuso oppure strutto2 cucchiai di Marsala50 ml di vino bianco secco1 albumesaleolio EVOabbondante olio di arachide per friggere
per il ripieno

500 gr di ricotta di pecora180 gr di zucchero a velo2 cucchiaini di acqua di fiori di arancio80 gr di arancio e cedro canditi a dadini50 gr di gocce di cioccolato fondente
per la decorazione

ciliegine canditezucchero a velocioccolato fondente a scaglie  

 Tempo Preparazione:
45 MinutiTempo Cottura:
3 MinutiTempo Riposo:
30 Minuti Dosi:
16 cannoli sicilianiDifficolta':
ImpegnativaCosto:
Medio-Alto
I cannoli siciliani sono una prelibatezza della tradizione dolciaria siciliana, esportata in tutto il mondo. Si possono trovare nelle pasticcierie durante tutto l’anno, anche se erano solitamente preparati durante il Carnevale.

Procedimento

Formate una fontana di farina su una spianatoia, mettete al centro lo zucchero, il cacao, un pizzico di sale, il burro (o lo strutto) fuso e l’uovo. Impastate il tutto aggiungendo il Marsala e il vino, fino ad ottenere un impasto elastico, aggiungendo ancora poco vino solo se necessario. Formate una palla con l’impasto, avvolgetela con una pellicola e lasciatela riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Mescolate la ricotta con lo zucchero lavorandoli molto bene fino ad ottenere una soffice crema. Aggiungete qualche goccia di acqua di fiori di arancio, i canditi e le gocce di cioccolato, mescolate il tutto e mettete il composto in frigorifero a riposare per 30 minuti.

Prendete la pasta, stendetela su un piano infarinato in una sfoglia molto sottile (4mm) e ricavate tanti dischi di circa 10 cm di diametro. Allungateli leggermente fino ad ottenere una forma ovale.

Spennellate i bordi dei dischetti con dell’albume leggermente sbattuto e arrotolateli sui cannelli da cannolo appositi già unti con olio di oliva. Fate aderire bene la pasta, premendo con le dita, affinchè il cannolo non si apra in cottura.

Friggetene 2-3 alla volta in abbondante olio di semi di arachide alla temperatura di 180°. Dovete friggerli con tutto il cannello utilizzato per dargli la forma. Quando si saranno dorati su tutti i lati, toglieteli dall’olio con un mestolo forato e lasciateli scolare su carta assorbente dall’olio in eccesso. Una volta che si saranno intiepiditi togliete i coni.

Riempite i cannoli con una tasca per dolci senza bocchetta, decorando un lato con le ciliegine candite e l’altro con la granella di cioccolata.

Spolverizzate i cannoli siciliani di zucchero a velo e servite.

Riempite i cannoli siciliani solo poco prima di consumarli. Anche se si mantengono in frigorifero tranquillamente per una giornata, rimangono croccanti solo per qualche ora dal riempimento con la ricotta.

Fonte: ricettedellanonna.net